LE PRIME ESPLORAZIONI / EARLIEST EXPLORATIONS

Le prime esplorazioni

Strumenti in pietra, ossa animali macellate e resti umani a Fontana Nuova (Ragusa) da circa 35.000 anni testimoniano che l’isola più grande del Mediterraneo fu anche una delle prime ad essere raggiunta dall’uomo. Genti che solcavano i mari alla ricerca di cibo, ricchezze e altre opportunità. Secondo lo storico Tucidide, i primi abitanti della Sicilia furono i Ciclopi, cannibali che ostacolarono il ritorno di Odisseo da Troia. I troiani sarebbero arrivati qui nella tarda età del bronzo. I primi insediamenti sono archeologicamente attestati in Italia, in Nord Africa e lungo il Mediterraneo occidentale e orientale. La colonizzazione greca ha lasciato imponenti vestigia in Sicilia e Tucidide racconta come l’arrivo dei coloni abbia causato, contestualmente, cooperazione e conflitti con i primi abitanti. L’antico biografo Plutarco ripercorre la storia della fondazione di Siracusa, una delle prime poleis greche in occidente. Archia, l’uomo più potente di Corinto, si innamorò del bel Atteone, ma il suo amore si perdette nella morte del giovane, caduto nel suo tentativo di rapirlo. Il padre di Atteone sconvolto si gettò in mare, mentre Poseidone infieriva sulla città. Per sfuggire alle sue colpe Archia salpò per la Sicilia, per qui fondare la città di Siracusa. Questi racconti svelano pochi segni per definire i viaggi degli antichi coloni, e ancor più celano gli eventi compresi tra i 35.000 e i 3.000 anni fa. Che aspetto avevano le navi di questi primi marinai? Quali rotte hanno seguito, e quali venti e correnti? Che cosa hanno vissuto durante questi viaggi e cosa hanno portato? Questo nodo traccia un modello degli attraversamenti del Mediterraneo secondo la prospettiva dei suoi primi navigatori. Tali viaggi rivelano i collegamenti “materiali” lungo la costa della Sicilia come luogo di incontro tra culture.

 

Earliest Explorations

Stone tools, butchered animal bones, and human remains at Fontana Nuova (Ragusa prov.) from about 35.000 years ago provide evidence that the Mediterranean’s largest island was also one of the first to be reached by humans. People crossed in search of food, resources, and other opportunities. According to the ancient historian Thucydides, the earliest inhabitants of Sicily were the Cyclopes, cannibals who thwarted the return of Odysseus from Troy. Trojans supposedly arrived here in the Late Bronze Age. Later settlers are attested archaeologically from the Italian mainland, North Africa, and across the western and eastern Mediterranean. Greek colonization left a strong mark on the island, and Thucydides tells how the arrival of colonists caused both cooperation and conflict with the earlier inhabitants. The ancient biographer Plutarch retells the foundation story of Syracuse, one of the earliest Greek colonies. Archias, the most powerful man in Corinth, fell in love with the handsome youth Actaeon, but his love was unrequited. An attempt to abduct the boy resulted in his death. Actaeon’s distraught father threw himself into the sea, while Poseidon sent misery upon the city. To escape blame, Archias sailed to Sicily and founded Syracuse. These tales offer little to guide a reconstruction of colonial voyages, whether 3.000 or 35.000 years ago. What did ships of these earliest sailors look like? What routes did they sail, and by what winds, currents, and navigation? What did they experience along these journeys, and what did they bring? This node offers a model for Mediterranean crossings from the perspective of its earliest navigators. Such voyages reveal the material connections along Sicily’s coast as a locus for encounters between cultures.