LA CHIESA DAL MARE / CHURCH FROM THE SEA

La chiesa dal mare

Un viaggio da Marzamemi a Catania può decorare una casa in stile scandinavo contemporaneo. Ikea ha conquistato il mondo come nessun’azienda di mobili prima con la sua estetica minimalista, imballaggi piatti per un facile trasporto. Un simile movimento di architettura e ideologia si riflette sulla costa di Marzamemi in un naufragio del tempo dell’imperatore giustiniano del VI secolo. Il carico di colonne e arredi religiosi di questa nave era destinato alla costruzione di chiese. Gli sforzi di Giustiniano per riunificare un impero romano in rovina hanno usato la forza militare insieme agli investimenti economici e alla pratica religiosa. Lo storico della corte, Procopio, enumera le chiese costruite per promuovere questo rinnovamento imperiale e una visione singolare del cristianesimo. Più di 30 m di lunghezza e con 150 tonnellate di marmo, la nave di Marzamemi era enorme. Una grande vela quadrata la guidò in avanti, ma la rese sensibile ai venti locali improvvisamente mutevoli. Forse una tempesta improvvisa fece sì che la nave colpisse una barriera poco profonda. Oggi tutto questo è sotto indagine da parte degli archeologi, questo carico monumentale è una delle migliaia che trasportava merci, popoli e idee attraverso il mare imperiale. Procopio ci ricorda: “Grave impresa e piena di grandi pericoli pare a me il mettersi a passar il mare sopra nave disarmata; e lo stesso è del parlare in compendiato stile degli edifizi di Giustiniano Augusto; perciocché queste come tutte le altre sue opere con tanta altezza d’animo intraprese, che la storia non può degnamente tenervi dietro.” Questo nodo traccia il percorso del “relitto della chiesa” dall’est bizantino ai fondali marini di Marzamemi, esaminando il suo posto nelle connessioni religiose, economiche e culturali che segnarono il tardo antico mondo mediterraneo.

 

Church from the sea

A drive from Marzamemi to Catania can decorate a home in contemporary Scandinavian style. Ikea conquered the world like no furniture company before with its minimalist aesthetic, flat-packed for easy transport. A similar movement of architecture and ideology is reflected off the coast of Marzamemi in a shipwreck from the time of the 6th-century emperor Justinian. This vessel’s cargo of columns and religious furnishings was destined for church construction. Justinian’s efforts to reunite a crumbling Roman Empire used military force alongside economic investment and religious practice. Court historian Procopius enumerates the churches built to promote this imperial renewal and a singular vision of Christianity. More than 30 m long and carrying 150 tons of marble, the Marzamemi ship was massive. A large square sail guided it forward, but made it susceptible to the suddenly changing local winds. Perhaps a sudden storm caused the ship to strike a shallow reef. Under investigation by archaeologists today, this monumental cargo is one of thousands that carried commodities, peoples, and ideas across the imperial sea. Procopius reminds us: “To cross a great sea in an ill-appointed ship is a miserable task… beset with the greatest dangers. And it is the same thing to recount the buildings of the Emperor Justinian with impotent words. For through the greatness of his mind this Emperor has accomplished things which surpass description, in buildings no less than in practically all other matters.” This node traces the “church wreck” journey from the Byzantine east to the seabed off Marzamemi, examining its place in the religious, economic, and cultural connections that marked the late antique Mediterranean world.